DONNE SOTTO LE STELLE? (Dis)avventure di una danzatrice del ventre

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SequenzaSerp

Venerdì 17, sera: “Donne sotto le stelle”, titolano i manifesti promozionali (con una grafica orribile, peraltro). Faccio parte del gruppo di appassionate che, alle 21, dovrà esibirsi sul palco allestito nel Parco San Valentino (Pn) o, in caso di pioggia, in teatro.

Alle 20 il cielo appare coperto da una coltre di nubi basse, come se un grande telo grigio fosse steso fino all’orizzonte. Le previsioni ipotizzano un temporale in tarda serata. Eppure il teatro è chiuso: davvero gli organizzatori sperano ancora nel bel tempo? In ogni caso, ormai è troppo tardi per prenotarlo.

Guardiamo il cielo con sospetto, mentre saliamo sul palco esterno per l’ultima prova. Sotto i nostri passi, le assi che lo compongono traballano rumorosamente, ma lo spazio è sufficiente, e le coreografie funzionano. Una decina di spettatori in largo anticipo ci osserva dalla prima fila. Per un po’, persino i raggi del sole al tramonto fanno capolino all’orizzonte…

Ma, all’improvviso, ecco le prime gocce di pioggia. Gli adetti iniziano a smontare le luci . I teli che fungevano da quinte vengono rimossi e piegati. Lo spettacolo si farà? Verrà annullato? Che dire ai nostri amici e parenti che stanno arrivando? Se penso alla zia che è venuta apposta da Udine! In prima fila, una signora ha aperto l’ombrello e attende impassibile…

La pioggia dura ben poco, ma il palco è bagnato, scivoloso. Già truccatissime, indossiamo i nostri costumi, poi si vedrà. Ed ecco la “soluzione”: balleremo sull’erba! Nello spazio, stretto, fra il palco e la prima fila di sedie. Il programma viene modificato in tutta fretta: le coreografie che richiedono uno spazio più ampio, rapidamente sostituite. Il pubblico latita.

Contrariamente al progetto iniziale, è la cantante ad aprire la serata. Richiamati dalla sua voce, pian piano arrivano gruppi di spettatori che, di certo, stavano aspettando davanti alle porte chiuse del teatro.

Danzare scalze sul prato, terreno sconnesso e fili d’erba fra le dita, è terribile. Per di più lo spazio è poco e i cerchi delle coreografie si trasformano in ellissi schiacciate.Eppure sono meno tesa del solito, forse perchè sembra che ormai tutto quello che poteva andare male lo abbia fatto.

Quando il palco è finalmente asciutto, è arrivato il momento dei saluti conclusivi. Almeno quelli non si svolgeranno sull’erba umida! Volteggiamo un’ultima volta sulle note di Verde Luna, accompagnate dal suono rassicurante delle assi di legno. Dopo l’inchino, ci viene consegnata una meritatissima rosa…

One Response to “DONNE SOTTO LE STELLE? (Dis)avventure di una danzatrice del ventre”

  1. Ausilia Says:

    Dai…. ce l’avete fatta! Immagino i dubbi fino all’ultimo: saranno serviti a concentrarvi meglio per l’esibizione! Attendo di vederti in foto!

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